I Love Rock ‘n’ Roll - All Music
Siamo a Londra nel quartiere di Carnaby Street, alla caccia del luogo esatto dove David Bowie ha scattato le foto per la copertina dell’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Nella ricerca troviamo anche la famosa cabina del telefono Rossa dove venne scattata la foto edl retro di uno dei dischi più belli di Bowie.


Ovvio che da super fan del Duca , non potevo non portare a casa un ricordino……


Questa domenica ho provato per la prima volta le gioie del surf in acque italiane!
Cronistoria:
Alle 08.15 il mio socio Luigi aveva già il dito sul citofono.
Alle 09.15 aspettavamo sotto la tettoia del Metrò di Famagosta a Milano gli ultimi 4 ritardatari.
Alle 10.00 le tre macchine facevano il primo pit-stop da “Dorno”, il miglior Autogrill della Milano Genova.
Tra mezzogiorno e l’una lo squadrone dei 10 surfisti, assortito tra bravi (Davide e Mattia) e sottospecie di principianti (IO) , scrutava con occhi speranzosi il mare di Varazze e Andora, senza intravedere nemmeno un accenno di ondina.
Pausa riflessiva per decidere sul da farsi ; pausa che si trasforma in una sbranata collettiva di focaccia calda.
Decidiamo di continuare fino a Sanremo dove “ci dicono” troveremo onda. Io,data la mia condizione di sottospecie di principiante, seguo ed imparo .
Verso le 14.30 troviamo il nostro posto ad Arma di Taggia .
Sono felice , finalmente potrò provare anche io !!!
Risultato ?Niente, non sono riuscita nemmeno a “rompere” le prime onde per mettermi in fila con gli altri.
Mi sono scontrata senza successo per un ora e mezza con il freddo , la muta nuova, ed il Mare vagamente rissoso.
1 a 0.
Questa volta ha vinto Lui , ma la stagione è appena cominciata e conto di rifarmi.
Grazie amici , bella giornata!
VARAZZE

LUIGI

DAVIDE “Nenke”

LUIGI E DAVIDE

IO E DAVIDE

SANREMO


Los Angeles. Per guidare la fiammante Triumph Bonneville di cui dispongo , sono andata in cerca di accessori per moto finendo così nella zona west di Hollywood. Il Thunder Road Motorcycles è un negozietto a tre vetrine dove sbavare un oretta sulla sella di piccoli gioielli della customizzazione. In quel micro tempio della due ruote , niente è prodotto in serie . Ogni motocicletta è una piccola perla forgiata da idee bizzarre realizzate con cura ed un discreto numero di pezzi da cento. Desideri una moto che sappia di mare e cimitero? Eccoti servito! La linea delle marmitte cromate è quella delle onde lunghe dell’oceano, mentre occhi scavati ti scrutano invisibili da ogni dove. Forcelle, manopole, placchette, fanalini e bulloni.
In quel negozio, gli unici pezzi tutti uguali impilati a dovere sono i caschi cosiddetti “aperti”.
Ecco vorrei proprio uno di quelli.
Socializzo subito con il commesso Maximilian e tra una parola, i soliti guaiti felici nello scoprire che siamo italiani , il racconto degli immancabili trisavoli Italiani che tutti gli americani annoverano nel loro albero genalogico, ecco che spunta il fantasma di Marilyn Manson.
Manson ?
Sì, Manson !
La mezza bestia di Satana ha abitato proprio sopra al loro negozio. E proprio sopra al loro negozio forse ha scelto i pezzi per il suo best of “Lest we forget” del 2004.
Ormai se ne era andato via già da un paio d’anni in cerca di un posto dove poter tenere più alto il volume. Maximilian mi racconta che chez-Marilyn era un’assordante porto di mare e che lui in fin dei conti era simpatico, carino e compagnone.
Per il giorno di Halloween di un paio di anni fa, l’urlatore ha scelto di regalare ad amici e vicini di casa una bella maschera di se medesimo in perfetto trucco da MTV Awards.
Meravigliosa!
Mentre la indossavo e mi facevo scattare questa foto , pensavo e ripensavo a Manson che divertito, si faceva cospargere la faccia di vaselina per prepararsi al calco …… che poi abbia usato il resto del barattolo per andare a fareincXXX insieme alle sue manie di grandezza???
Zombie sulla moto!

Con Maximilian senza maschera

Maximilian & Marilyn @ Thunder Road Motorcycles - Hollywood


Un spot della Adidas (grazie …ho corretto !) diceva “impossible is Nothing”.
Bella frase , la uso spesso per autopomparmi nei momenti di fatica e di solito ci abbino una bella riapassata a mente di “Eye of the Tiger” (la canzone di Rocky).
“Impossible is Nothing” , niente è impossibile, dai ce la fai …… “Impossible is Nothing”….Yeahhhhhh!
Ed infatti ce l’abbiamo fatta ; siamo saliti su nostro volo diretti in California certi che la malasorte, ormai soddisfatta, avesse abbandonato il nostro piccolo team. Ci sbagliavamo!
Ad un passo dalla porticina dell’aereo che ci avrebbe portato da Atlanta a Los Angeles, decido che la gomma che avevo in bocca avrebbe potuto tranquillamente restare a terra.
La sputo
La gomma finisce sulla mia sinistra, incollata alla pedana di salita.
Fisso l’informe pallina bavosa, ed in preda ad un eccesso di zelo ecologista, mi piego per darle il meritato riposo in un cestino.
Ma ecco che qualcosa non funziona in questo semplice gesto, riguadagnare la posizione eretta è più faticoso del previsto e di certo più doloroso.
Per i primi secondi ho temuto di avere il naso rotto.
“Non è possbile!”- mi sono detta - “non mi sta succedendo davvero!”
E invece sì. Ho picchiato il naso con tutta la forza del caso contro una leva di metallo lunga 30 centimentri, larga 5 e spessa un paio; una leva molto simile alla maniglia di una cella frigorifera. Una leva dura e prefettamente eretta degna un aereoplanino maschio. Cazzo che martellata che ho preso!
Nel giro di cinque minuti sono apparsi due stewart, quattro paramedici di colore in guanti di lattice, un sacchetto con il ghiaccio, una dichiarazione di scarico di responsabilità da firmare e un’espressione di panico sul volto della nostra redattrice Claudia.
Finalmente , dopo aver rassicurato l’intera compagnia di Volo Delta Airlines sul mio stato di salute, la hostess mi ha fatto accomodare al mio posto.
L’aereo è partito con mezz’ora di ritardo per colpa dell’italiana nasona che voleva salvare il pianeta da un pericolossissimo chewing-gum radioattivo.
“Impossible is nothing” !
