
Ieri pomeriggio mi arriva la telefonata di Laila di Naro , simpaticissima giornalista del sito Tiscali. Ecco l’intervista che è appasa oggi nella sezione spettacoli.
I Love Rock ‘n’ Roll - All Music
Siamo a Londra nel quartiere di Carnaby Street, alla caccia del luogo esatto dove David Bowie ha scattato le foto per la copertina dell’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Nella ricerca troviamo anche la famosa cabina del telefono Rossa dove venne scattata la foto edl retro di uno dei dischi più belli di Bowie.


Ovvio che da super fan del Duca , non potevo non portare a casa un ricordino……


Sigla I Love Rock ‘n’ Roll (All Music) 2007
Musica: Korn ì“Ya all want a single”
Moto: Ducati Monster 620
…..grazie Titto !!!
Ecco una sigla davvero tamarra , anni ottanta oltre ogni immaginazione. Un po’ sono pentita ……. giudicate voi!

Los Angeles. Per guidare la fiammante Triumph Bonneville di cui dispongo , sono andata in cerca di accessori per moto finendo così nella zona west di Hollywood. Il Thunder Road Motorcycles è un negozietto a tre vetrine dove sbavare un oretta sulla sella di piccoli gioielli della customizzazione. In quel micro tempio della due ruote , niente è prodotto in serie . Ogni motocicletta è una piccola perla forgiata da idee bizzarre realizzate con cura ed un discreto numero di pezzi da cento. Desideri una moto che sappia di mare e cimitero? Eccoti servito! La linea delle marmitte cromate è quella delle onde lunghe dell’oceano, mentre occhi scavati ti scrutano invisibili da ogni dove. Forcelle, manopole, placchette, fanalini e bulloni.
In quel negozio, gli unici pezzi tutti uguali impilati a dovere sono i caschi cosiddetti “aperti”.
Ecco vorrei proprio uno di quelli.
Socializzo subito con il commesso Maximilian e tra una parola, i soliti guaiti felici nello scoprire che siamo italiani , il racconto degli immancabili trisavoli Italiani che tutti gli americani annoverano nel loro albero genalogico, ecco che spunta il fantasma di Marilyn Manson.
Manson ?
Sì, Manson !
La mezza bestia di Satana ha abitato proprio sopra al loro negozio. E proprio sopra al loro negozio forse ha scelto i pezzi per il suo best of “Lest we forget” del 2004.
Ormai se ne era andato via già da un paio d’anni in cerca di un posto dove poter tenere più alto il volume. Maximilian mi racconta che chez-Marilyn era un’assordante porto di mare e che lui in fin dei conti era simpatico, carino e compagnone.
Per il giorno di Halloween di un paio di anni fa, l’urlatore ha scelto di regalare ad amici e vicini di casa una bella maschera di se medesimo in perfetto trucco da MTV Awards.
Meravigliosa!
Mentre la indossavo e mi facevo scattare questa foto , pensavo e ripensavo a Manson che divertito, si faceva cospargere la faccia di vaselina per prepararsi al calco …… che poi abbia usato il resto del barattolo per andare a fareincXXX insieme alle sue manie di grandezza???
Zombie sulla moto!

Con Maximilian senza maschera

Maximilian & Marilyn @ Thunder Road Motorcycles - Hollywood


Un spot della Adidas (grazie …ho corretto !) diceva “impossible is Nothing”.
Bella frase , la uso spesso per autopomparmi nei momenti di fatica e di solito ci abbino una bella riapassata a mente di “Eye of the Tiger” (la canzone di Rocky).
“Impossible is Nothing” , niente è impossibile, dai ce la fai …… “Impossible is Nothing”….Yeahhhhhh!
Ed infatti ce l’abbiamo fatta ; siamo saliti su nostro volo diretti in California certi che la malasorte, ormai soddisfatta, avesse abbandonato il nostro piccolo team. Ci sbagliavamo!
Ad un passo dalla porticina dell’aereo che ci avrebbe portato da Atlanta a Los Angeles, decido che la gomma che avevo in bocca avrebbe potuto tranquillamente restare a terra.
La sputo
La gomma finisce sulla mia sinistra, incollata alla pedana di salita.
Fisso l’informe pallina bavosa, ed in preda ad un eccesso di zelo ecologista, mi piego per darle il meritato riposo in un cestino.
Ma ecco che qualcosa non funziona in questo semplice gesto, riguadagnare la posizione eretta è più faticoso del previsto e di certo più doloroso.
Per i primi secondi ho temuto di avere il naso rotto.
“Non è possbile!”- mi sono detta - “non mi sta succedendo davvero!”
E invece sì. Ho picchiato il naso con tutta la forza del caso contro una leva di metallo lunga 30 centimentri, larga 5 e spessa un paio; una leva molto simile alla maniglia di una cella frigorifera. Una leva dura e prefettamente eretta degna un aereoplanino maschio. Cazzo che martellata che ho preso!
Nel giro di cinque minuti sono apparsi due stewart, quattro paramedici di colore in guanti di lattice, un sacchetto con il ghiaccio, una dichiarazione di scarico di responsabilità da firmare e un’espressione di panico sul volto della nostra redattrice Claudia.
Finalmente , dopo aver rassicurato l’intera compagnia di Volo Delta Airlines sul mio stato di salute, la hostess mi ha fatto accomodare al mio posto.
L’aereo è partito con mezz’ora di ritardo per colpa dell’italiana nasona che voleva salvare il pianeta da un pericolossissimo chewing-gum radioattivo.
“Impossible is nothing” !

Ormai lo so, la sera prima di ogni partenza sono agitata. Senza motivo. Sono agitata e non dormo. Una bella, normalissima e italianissima ansia da partenza. Finisco il bagaglio, giro per casa, ripenso all’ultima settimana trascorsa, ma soprattutto immagino come e dove sarò nei miei prossimi giorni “Sulle strade della California”… come recita il claim della versione americana di I Love Rock ‘n’ Roll.
Eccomi lì a Los Angeles, perfettamente bionda e sorridente come una BraTz Rock Angelz mentre attraverso la strada sul Sunset Strip. Eccomi scintillante a contar stelline rosa nel cemento di Hollywood Blv. Ed eccomi ancora, mentre sento la brezza delle onde a Venice Beach.
Los Angeles, che figata !
Arriviamo con un giorno di anticipo , quindi potrebbe essere che forse riesco anche ad andare in acqua … Magari ! Sarebbe un songo per una surfer in erba.
Sveglia ore sei e mezza, Malpensa Express ore 7.57, volo ore 10.40. Perfetto.La squadra di I Love Rock ‘n’ Roll è carica, eccitata e munita di invidiabili borse nere sotto gli occhi. Quattro puntate da girare tra L.A. e San Francisco erano uno dei nostri piccoli sogni di redazione, e finalmente ci siamo !

Ma ecco che il nostro piccolo sogno sta per essere temporanemente rimandato o peggio cancellato dalla presenza del nostro nuovo regista Giuseppe.
Ormai lo sanno tutti che andare negli Stati Uniti non è una passeggiata. Volare negli Usa implica la pacifica sottomissione a qualsiasi tipo di controllo e verifica degna di Grissom e soci. Il tuo bagaglio è il loro obiettivo. Via tutto quello che viene indicato nelle norme di sicurezza. Di ritorno dall’ ultimo viaggio nei bidoni di raccolta trasparenti giaceva tra lime, pile ed accendini anche un’incredula paletta da torta in argento. Sembrava dire “Ma io che cazzo centro ?”
Ti fai controllare da cima a fondo come un contratto, ti disfi di quello che ti ordinano di abbandonare ed è fatta.
La vera scommessa, invece è il passaporto … che deve essere valido secondo queste modalità :
- se è nuovo di zecca ed ha al massimo un mese di vita sei tranquillo .
- se l’hai rinnovato prima dell’ottobre del 2005 potrebbe andare bene, se ha la lettura ottica. Sarebbe meglio comunque controllare almeno una settimana prima.
- Se non l’hai ottenuto tra l’ottobre del 2005 e l’autunno del 2006, mmmmmmmmm attento perché c’è stato un buco nero di ciorcolari dello Stato che ancora oggi condanna decine di viaggiatori a perdere il volo.
- Se hai quello con la foto digitale supersgranta 2×2, stai a casa perché tanto non parti.
Naturalmente la regola per tutti è quella di visitare il sito del Consolato e verificare la validità del proprio “Titolo di espatrio”
Quello che il nostro nuovo regista Giuseppe proprio non ha pensato di fare perché tanto era appena stato in Cina e lì il suo passaporto andava benissimo. Ed andava talmente bene che ieri mattina al Check In in fila per 5 abbiamo seguito quel pirla dell’uno che non poteva partire perché il passaporto non era valido.
Risultato?
Qualche ora di panico per tutti. Chi faceva i conti, chi ricontrattava i voli per il giorno, chi pregava il tassista di far presto perché la questura chiude, chi bestemmiava via sms contro l’universo yankee.
All fine siamo partiti un giorno dopo. Stesso team, stessa ora , stesso volo, stessi vestiti … da bravi italiani superstiziosi! J
California , arriviamoooooooo!

